Giornata Mondiale del Rifugiato

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Al Fondo Agricolo Nicola Nappo la Giornata Internazionale del Rifugiato si fa cucina, arte e impegno civile.
C’è un momento, nella vita di un luogo, in cui la terra smette di essere solo terra e diventa testimonianza. È accaduto al Fondo Agricolo Nicola Nappo di Scafati, dove la Giornata Mondiale del Rifugiato è stata celebrata con un evento che ha intrecciato cucina, arte, dibattito pubblico e memoria sociale.

Il Fondo, nato su terre confiscate alla criminalità organizzata, ha confermato ancora una volta la sua vocazione più profonda: non un semplice spazio produttivo, ma un presidio di accoglienza, accettazione e impegno verso chi arriva da contesti di fuga e di crisi. Per un pomeriggio, il fondo agricolo si è trasformato in un crocevia interculturale, in cui culture diverse si sono incontrate attorno a un tavolo, a un’opera d’arte, a una parola.

A chiudere la giornata è stata la cooking class condotta direttamente dai beneficiari del progetto SAI Sarno, realizzata in collaborazione con il Fondo Agricolo Nicola Nappo. Non una semplice dimostrazione gastronomica, ma un atto di condivisione: le mani che hanno preparato i piatti sono le stesse che portano con sé percorsi di accoglienza e di ricostruzione.

L’esperienza culinaria è sfociata in un aperitivo comunitario, arricchito da un piatto tipico palestinese, inserito come gesto simbolico di vicinanza e sensibilizzazione verso chi, in questo momento storico, vive sulla propria pelle il drammatico tema delle migrazioni forzate da guerra e conflitto.
Nel pomeriggio è stato il turno dell’arte: i beneficiari del progetto SAI Sarno hanno presentato le opere artistiche e artigianali realizzate durante il percorso progettuale, dando finalmente visibilità a un talento e a una creatività troppo spesso lasciati ai margini del racconto pubblico sulle migrazioni. Le opere sono rimaste in esposizione per tutta la durata della manifestazione, e dopo la presentazione si è aperto un breve dibattito pubblico, occasione di approfondimento collettivo sui temi dell’inclusione.

A dare peso e voce istituzionale alla giornata sono intervenute alcune delle realtà più attive sul fronte dei diritti e dell’accoglienza nel territorio campano e nazionale:

La giornata è stata inaugurata richiamando l’attenzione sui diritti dei lavoratori e sul drammatico tema delle morti sul lavoro, lanciando un appello alla dignità lavorativa come presupposto di ogni autentica inclusione.

Giuseppe Carotenuto, Presidente Nazionale ALPAA/ATS Terra Vi.Va, ha portato la voce del mondo agricolo organizzato, soffermandosi sulle condizioni di lavoro nelle campagne, sul caporalato e sul valore delle terre confiscate alle mafie come strumento di riscatto sociale.

Giuseppe Criscito, della Cooperativa Sociale Eteria e responsabile del progetto SAI Sarno ha raccontato il ruolo del terzo settore nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati, a partire dall’esperienza diretta della cooperazione sociale sul territorio.

Giulio Riccio, Presidente della LESS Società Cooperativa Sociale, ha riflettuto sul modello dell’economia sociale e solidale come risposta concreta all’esclusione, illustrando pratiche di lavoro inclusivo e percorsi di co-progettazione con le comunità migranti.

Angela Mona, del Comitato Nazionale “Un Ponte Per…”, è intervenuta sulle politiche di cooperazione internazionale e di solidarietà con le popolazioni in fuga da conflitti e crisi umanitarie, evidenziando il legame tra guerra, migrazioni forzate e diritti.

L’incontro al Fondo Nappo non è stato soltanto una celebrazione simbolica, ma un manifesto concreto di ciò che arte, cibo e dialogo possono costruire quando si incontrano: ponti tra culture, relazioni che rafforzano il tessuto sociale, spazi in cui l’accoglienza non resta una parola, ma diventa pratica quotidiana. In un luogo nato dal riscatto delle terre sottratte alla criminalità organizzata, la Giornata Internazionale del Rifugiato ha trovato la sua casa naturale: quella di chi trasforma la memoria in futuro condiviso.