Dal 2018, grazie alla collaborazione tra ALPAA, FLAI-CGIL e Libera, il Fondo è diventato un presidio di legalità, lavoro regolare e sostenibilità. Dove c’erano degrado e abbandono, oggi si coltivano pomodori San Marzano DOP, ortaggi e frutta biologica, si promuovono orti sociali per le famiglie, cooperative di lavoratori, inclusione, formazione e iniziative culturali. Il Fondo Nappo è la prova concreta che i beni sottratti alla criminalità possono generare futuro, dignità e giustizia sociale. Una storia di memoria che si trasforma in lavoro, partecipazione e speranza.




La sera del 9 luglio 2009, a Poggiomarino, il ventitreenne Nicola Nappo viene ucciso a colpi di pistola mentre è seduto su una panchina con una giovane amica. L’agguato, di chiara matrice camorristica, provoca la sua morte immediata e il ferimento alla gamba della ragazza, che si salva. Fin da subito emerge l’innocenza di Nicola: era incensurato e senza legami criminali. Le indagini rivelano che l’omicidio fu probabilmente un tragico errore di persona: il vero obiettivo sarebbe stato Carmine Amoruso, affiliato a un clan locale, molto somigliante a Nicola e con legami personali con la ragazza presente quella sera. Amoruso stesso dichiarerà che Nicola fu ucciso al posto suo. La vicenda giudiziaria è lunga e complessa: il presunto mandante viene arrestato nel 2012 e condannato in primo grado all’ergastolo, ma tra appelli e annullamenti in Cassazione la pena viene ridotta e poi nuovamente rimessa in discussione. A oggi non esiste ancora una condanna definitiva per l’omicidio di Nicola. La famiglia continua a lottare per verità e giustizia, anche con il sostegno della Fondazione Pol.I.S. Nonostante ciò, la memoria di Nicola è diventata impegno civile: a lui sono dedicati un presidio di Libera, un concorso scolastico sulla legalità, un fondo agricolo confiscato alla camorra e iniziative estive di volontariato. La sua storia, raccontata anche in un libro, è oggi simbolo di riscatto, legalità e speranza. “Nicola era un ragazzo fantastico, speciale. Si faceva volere bene da tutti. Era un ragazzo che dava il cuore, dava tutto di se stesso. Ogni volta che vengo su questo Fondo (Fondo Nicola Nappo, ndr) provo una grandissima emozione perché rivivo le cose belle che i ragazzi fanno ma, soprattutto, rivivo la memoria di mio figlio.” (Elisa Balzano - mamma di Nicola)
Il Fondo Nappo ha trasformato un semplice bene confiscato alla criminalità organizzata in uno spazio vivo di legalità, lavoro dignitoso e giustizia sociale, restituendolo alla comunità come luogo di riscatto collettivo.
Attraverso l’agricoltura biologica, il riuso sociale dei beni confiscati e la partecipazione attiva dei cittadini, il Fondo promuove un modello di sviluppo fondato sul rispetto delle persone, dell’ambiente e dei diritti del lavoro.
Intitolato a Nicola Nappo, vittima innocente della camorra, il Fondo custodisce la memoria come impegno quotidiano contro ogni forma di sopraffazione, per creare opportunità di lavoro regolare, inclusione sociale, formazione e cultura, rafforzando il tessuto civile del territorio dell’Agro nocerino sarnese e dimostrando che un’economia etica, solidale e partecipata è possibile.
